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La vita nel territorio di Bema era legata principalmente all'agricoltura ed alla pastorizia. Non fu però né facile né agiata. Nel passato la terra era coltivata ad ortaggi e vi era presente anche qualche attività artigianale, legata alla lavorazione del legno. Il piccolo paese però visse e continua a vivere tutt'ora il fenomeno dell'emigrazione. Nel corso dei secoli parte della popolazione si trasferì verso la Val di Sole, Livorno ed Ancona lavorando soprattutto come scaricatori nei porti. Stessa sorte toccò anche ai nobili che da Bema scesero verso Morbegno dedicandosi all'attività di notai e di giuristi. Il Comune, mai troppo popoloso, 600 abitanti nel Medioevo, meno di 150 oggi, lega la sua economia all'allevamento mentre sono totalmente inesistenti le attività secondarie ed artigianali. Grazie alla sua ottima posizione ed al clima mite, durante i mesi estivi numerosi oriundi vi fanno ritorno, riaprendo tutte le antiche abitazioni che erano rimaste chiuse durante i mesi invernali. Feste e folclore locale contribuiscono a riportare in paese allegria, richiamando anche molti turisti, in modo particolare la seconda domenica di agosto per la Sagra Bemina e la seconda domenica di settembre per la Sagra del Fungo.
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